La sub-specializzazione dell'angiologia dedicata ai vasi linfatici: linfedema primario e secondario, linfangite, lipedema e terapia decongestiva.
La linfologia studia il sistema linfatico, la rete di vasi e linfonodi che raccoglie il liquido in eccesso dai tessuti e lo riporta nel sangue, partecipando anche alle difese immunitarie.
Quando il drenaggio linfatico è insufficiente, per un difetto di sviluppo o per un danno successivo, il liquido ricco di proteine si accumula e compare il linfedema: un gonfiore cronico, di solito a un braccio o a una gamba, che tende a peggiorare se non viene curato.
Il linfologo, angiologo o altro specialista con formazione specifica, fa la diagnosi, valuta lo stadio e imposta un percorso di cura che coinvolge fisioterapisti esperti in linfodrenaggio e bendaggio, e quando serve il chirurgo.
Dovuto a un difetto di sviluppo dei vasi linfatici: può comparire alla nascita, nell'adolescenza o in età adulta.
Scheda completa →Conseguenza di interventi con asportazione di linfonodi, radioterapia, infezioni o traumi: la forma più frequente.
Scheda completa →Infezioni della pelle e dei vasi linfatici, con arrossamento e febbre: più frequenti in chi ha già un linfedema.
Scheda completa →Accumulo simmetrico e doloroso di grasso a gambe e talvolta braccia, quasi solo nelle donne: va distinto dal linfedema.
Scheda completa →Nell'insufficienza venosa avanzata il sistema linfatico può essere sovraccaricato: si parla di flebolinfedema.
Scheda completa →Un gonfiore può dipendere anche da cuore, reni, fegato, tiroide o farmaci: il linfologo aiuta a distinguere le cause.
Segnali e sintomi →Il medico di medicina generale o lo specialista che ti segue possono indirizzarti a un ambulatorio di linfologia in questi casi:
In questi casi rivolgiti subito al medico o, se i sintomi sono gravi, chiama il 112 / 118.
La diagnosi di linfedema è soprattutto clinica; gli esami servono a confermarla e a escludere altre cause. Approfondisci nella pagina Esami.
Storia clinica, esame della pelle e misurazione delle circonferenze o del volume dell'arto per stabilire lo stadio e seguire l'evoluzione.
Un tracciante debolmente radioattivo iniettato sotto la pelle mostra come scorre la linfa: è l'esame di riferimento per il linfedema.
Esclude una trombosi o un'insufficienza venosa e permette di valutare lo spessore dei tessuti.
Aiutano a escludere cause generali di edema, come problemi di reni, fegato, tiroide o proteine nel sangue.
Indagini di secondo livello, usate in centri specializzati soprattutto per programmare gli interventi chirurgici.
Il linfedema non si cura con un solo intervento: richiede un percorso continuativo, adattato allo stadio e alla vita della persona.
Il trattamento di base: linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato, esercizi e cura della pelle, in una fase intensiva e una di mantenimento.
Bracciali, guanti e calze a compressione, spesso su misura e a trama piatta, mantengono i risultati ottenuti.
Il movimento, praticato con la compressione, aiuta la pompa muscolare e il drenaggio della linfa.
Igiene, idratazione e protezione da tagli e punture riducono il rischio di linfangite ed erisipela.
In casi selezionati, anastomosi linfatico-venose, trapianto di linfonodi o liposuzione eseguiti in centri esperti di microchirurgia.
Il linfedema è una condizione cronica, ma con una diagnosi precoce e una cura costante si può ridurre il gonfiore, evitare le complicanze e mantenere una buona qualità di vita. Prima si interviene, migliori sono i risultati.
No, il movimento è utile. È importante seguire le indicazioni del proprio centro, proteggere la pelle da ferite e infezioni e segnalare presto un gonfiore che compare o aumenta.
No. Il lipedema è un accumulo di grasso, simmetrico e spesso doloroso, che di solito risparmia i piedi; il linfedema è un accumulo di linfa. Le due condizioni però possono associarsi, per questo la valutazione specialistica è importante.
Leggi la scheda completa su cause, stadi, esami e terapie del linfedema dopo interventi, radioterapia o infezioni.