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Linfedema secondario

Il gonfiore che compare quando i vasi o i linfonodi vengono danneggiati da un intervento, dalla radioterapia, da un'infezione o da un trauma: riconoscerlo presto permette di curarlo meglio.

Cos'è

Un drenaggio interrotto

Si parla di linfedema secondario quando un sistema linfatico inizialmente normale viene danneggiato da una causa esterna. La linfa non riesce più a defluire e si accumula nei tessuti, provocando un gonfiore cronico.

In Italia e in Europa la causa più frequente è il trattamento dei tumori: l'asportazione dei linfonodi dell'ascella, dell'inguine o del bacino e la radioterapia possono interrompere le vie linfatiche. Per questo il linfedema del braccio dopo un tumore al seno e quello delle gambe dopo tumori ginecologici, urologici o melanomi sono i casi più conosciuti.

Può comparire subito dopo le cure oppure anche a distanza di mesi o anni. Più è trattato precocemente, più è facile da controllare.

Causa principaleTerapie oncologichechirurgia dei linfonodi e radioterapia
SedeBraccio o gambadal lato dei linfonodi trattati
SpecialistaAngiologocon il linfologo, il fisiatra e l'oncologo
AndamentoCronicomeglio controllabile se curato presto
Cause e fattori di rischio

Perché si forma

Chirurgia dei linfonodi

L'asportazione dei linfonodi ascellari, inguinali o pelvici, soprattutto se estesa, è la causa più comune.

Radioterapia

Le radiazioni possono causare una fibrosi dei tessuti e dei vasi linfatici, che si aggiunge all'effetto della chirurgia.

Infezioni e traumi

Erisipele ripetute, linfangiti, ustioni, ferite estese o interventi non oncologici possono danneggiare le vie linfatiche.

Fattori aggravanti

Sovrappeso, infezioni della pelle, insufficienza venosa e immobilità aumentano il rischio e la gravità del linfedema.

Sintomatologia

I primi segnali contano

Spesso il linfedema secondario inizia con sensazioni sottili, prima ancora che il gonfiore sia visibile. Fai attenzione a:

  • Senso di pesantezza o tensione nel braccio o nella gamba del lato trattato.
  • Anelli, orologio o scarpe che diventano stretti.
  • Gonfiore della mano, del braccio, del piede o della gamba, a volte anche del torace o dei genitali.
  • Pelle più spessa e meno elastica con il passare del tempo.
  • Arrossamento caldo e dolente, segno di un'infezione (linfangite o erisipela).

Quando rivolgersi al medico

  • se dopo un intervento sui linfonodi o la radioterapia noti gonfiore o pesantezza;
  • se il gonfiore aumenta invece di ridursi;
  • se compare un gonfiore nuovo anche anni dopo le cure oncologiche;
  • se l'arto diventa dolente o cambia colore.

Febbre alta con brividi e un arrossamento che si estende rapidamente sull'arto, o un malessere generale durante un'infezione, richiedono una valutazione medica urgente. Un gonfiore improvviso e doloroso di tutto l'arto può essere una trombosi: contatta subito il medico e, nei casi gravi, chiama il 112 / 118.

Diagnosi ed esami diagnostici

Come si diagnostica

Lo specialista conferma il linfedema, ne misura la gravità e, con gli esami opportuni, esclude altre cause di gonfiore, compresa la ripresa della malattia oncologica.

Esame 1

Visita e misurazioni

Il confronto delle circonferenze e del volume tra i due arti permette di riconoscere il linfedema anche nelle fasi iniziali.

Esame 2

Linfoscintigrafia

Mostra il percorso della linfa e i punti in cui il drenaggio è interrotto; è utile anche per pianificare un'eventuale chirurgia.

Esame 3

Ecocolordoppler

Esclude una trombosi venosa profonda o una compressione delle vene, che possono dare sintomi simili.

Esame 4

Imaging di approfondimento

Ecografia dei tessuti, TC o risonanza si eseguono quando occorre valutare i tessuti o escludere altre cause, su indicazione dello specialista.

Terapie

Come si cura

Il trattamento è in gran parte riabilitativo e va proseguito nel tempo, con controlli periodici.

Terapia decongestiva combinata

Linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato, esercizi decongestivi e cura della pelle riducono il volume dell'arto.

Compressione di mantenimento

Bracciali, guanti o calze elastiche, spesso su misura, conservano il risultato ottenuto e vanno indossati con regolarità.

Microchirurgia linfatica

Nei centri specializzati si possono valutare anastomosi linfatico-venose, trapianti di linfonodi o, nelle fasi avanzate, la liposuzione dei tessuti in eccesso.

Prevenzione e consigli

Cosa puoi fare

Domande frequenti

Linfedema secondario in breve

Dopo un tumore al seno avrò sicuramente il linfedema?

No. Il rischio dipende soprattutto dall'estensione dell'intervento sui linfonodi e dalla radioterapia, ed è più basso con le tecniche meno invasive come la biopsia del linfonodo sentinella. Riconoscere presto i primi segni permette di intervenire subito.

Posso fare sport con il linfedema?

Sì, e l'attività fisica è consigliata: va ripresa in modo graduale, con la compressione se indicata. Lo specialista o il fisioterapista possono suggerire gli esercizi più adatti.

Come funziona il percorso nel SSN?

Con l'impegnativa del medico di medicina generale si prenotano tramite CUP visite ed esami, con il ticket dove previsto o l'esenzione per patologia oncologica quando spetta. I centri di linfologia e i servizi di riabilitazione del SSN erogano la terapia decongestiva e il linfodrenaggio. I tutori elastici su misura possono essere forniti come ausili secondo il nomenclatore e le regole regionali; nelle forme gravi si può richiedere il riconoscimento dell'invalidità civile.

Lo specialista del sistema linfatico

Scopri la Linfologia, la sub-specializzazione che segue il linfedema secondario con terapie riabilitative e, quando serve, con la microchirurgia.