Home › Esami

Esami angiologici

Gli esami che l'angiologo può prescrivere per studiare arterie, vene e vasi linfatici: come si svolgono, a cosa servono e quali sono le principali procedure di cura.

Gli esami in angiologia

Dalla visita all'immagine

Gli esami angiologici possono essere non invasivi, come l'ecocolordoppler, o di secondo livello, che richiedono un mezzo di contrasto o l'introduzione di un catetere. Vengono scelti dall'angiologo dopo l'anamnesi, cioè la raccolta della storia clinica personale e familiare, e la visita.

Nella grande maggioranza dei casi si parte da esami semplici, sicuri e senza radiazioni, come l'indice caviglia-braccio e l'ecocolordoppler, e si passa a quelli più complessi solo quando servono, per esempio per programmare un intervento. Alcune procedure, come l'angioplastica o la scleroterapia, non sono esami ma veri e propri trattamenti.

ABIl'indice caviglia-braccio: semplice, rapido e indolore
Dopplerl'ecocolordoppler studia arterie e vene senza radiazioni
D-dimerol'esame del sangue usato nel sospetto di trombosi
3gruppi: esami di primo livello, di secondo livello, procedure di cura
Esami non invasivi

Gli esami di primo livello

Visita

Visita angiologica

L'angiologo raccoglie la storia clinica, osserva colore e temperatura della pelle, cerca gonfiori, varici e lesioni e palpa i polsi arteriosi di collo, braccia, inguine e piedi. Spesso misura la pressione a entrambe le braccia.

Esame

Indice caviglia-braccio (ABI)

Confronta la pressione misurata alla caviglia con quella del braccio, usando un bracciale e una piccola sonda Doppler. Un valore ridotto indica un'arteriopatia periferica. Dura pochi minuti ed è indolore.

Esame

Ecocolordoppler arterioso degli arti

L'ecografia delle arterie di gambe e braccia mostra la parete del vaso, le placche e la velocità del flusso, individuando restringimenti e occlusioni. Non usa radiazioni né mezzo di contrasto.

Esame

Ecocolordoppler dei tronchi sovraortici

Studia le carotidi e le arterie vertebrali, che portano il sangue al cervello. È l'esame di riferimento per scoprire e seguire nel tempo la stenosi carotidea.

Esame

Ecocolordoppler venoso

Valuta le vene profonde e superficiali, il funzionamento delle valvole e l'eventuale reflusso, e permette di individuare un trombo. È fondamentale per varici, insufficienza venosa e trombosi venosa profonda.

Esame

Ecografia dell'aorta addominale

Misura il diametro dell'aorta nell'addome ed è il modo più semplice per scoprire un aneurisma dell'aorta e controllarne la crescita nel tempo. Si esegue di solito a digiuno.

Esame

Capillaroscopia

Un microscopio appoggiato sulla cute alla base delle unghie mostra i capillari. È utile nel fenomeno di Raynaud per distinguere le forme benigne da quelle legate ad altre malattie.

Esame

Pletismografia

Registra le variazioni di volume di un arto legate al flusso del sangue. Si usa per valutare la circolazione arteriosa delle dita e l'efficienza del ritorno venoso.

Esame

Ossimetria transcutanea (TcPO2)

Un sensore applicato sulla pelle misura l'ossigeno che arriva ai tessuti. Aiuta a valutare la gravità dell'ischemia degli arti e le possibilità di guarigione di una lesione.

Esame

D-dimero ed esami del sangue

Il D-dimero aiuta a escludere una trombosi quando il sospetto è basso. Profilo lipidico, glicemia ed emoglobina glicata valutano i fattori di rischio; gli esami per la trombofilia si riservano a casi selezionati.

Esami di secondo livello

Gli esami di secondo livello

Si eseguono in ospedale o in centri di radiologia, spesso con un mezzo di contrasto, quando gli esami di primo livello non bastano o per programmare un intervento.

Esame di secondo livello

Angio-TC

La TC con mezzo di contrasto iodato ricostruisce in dettaglio arterie e vene. È l'esame chiave nella dissezione aortica, negli aneurismi e nel sospetto di embolia polmonare.

Esame di secondo livello

Angio-RM

La risonanza magnetica dei vasi non usa radiazioni ionizzanti. Può richiedere un mezzo di contrasto a base di gadolinio ed è un'alternativa alla TC in molte situazioni.

Esame invasivo

Angiografia (arteriografia)

Un sottile catetere, introdotto da un'arteria dell'inguine o del braccio in anestesia locale, porta il contrasto nei vasi da studiare. Spesso nella stessa seduta si esegue anche il trattamento.

Esame invasivo

Flebografia

Lo studio radiologico delle vene con mezzo di contrasto. Oggi è usata meno spesso grazie all'ecocolordoppler, ma resta utile in casi particolari e durante alcune procedure.

Esame di secondo livello

Linfoscintigrafia

Un tracciante radioattivo iniettato sotto la pelle permette di seguire con una gamma-camera il percorso della linfa. È l'esame di riferimento per lo studio del linfedema.

Procedure e interventi

Le principali procedure di cura

Non sono esami diagnostici ma trattamenti, eseguiti dal chirurgo vascolare, dal radiologo interventista o dal flebologo, in base alla malattia.

Angioplastica con stent

Riapre un'arteria ristretta o chiusa con un palloncino introdotto tramite catetere e, spesso, con un'impalcatura metallica (stent). Si usa per esempio nell'arteriopatia periferica.

Endoarteriectomia carotidea

Intervento chirurgico che rimuove la placca dalla carotide per ridurre il rischio di ictus nei casi selezionati di stenosi carotidea.

Bypass

Crea un "ponte" con una vena del paziente o con una protesi per superare un tratto di arteria occluso, per esempio nelle arterie delle gambe.

Endoprotesi aortica (EVAR/TEVAR)

Una protesi introdotta dall'arteria dell'inguine viene aperta all'interno dell'aorta per escludere un aneurisma (EVAR nell'addome, TEVAR nel torace), senza aprire l'addome o il torace.

Scleroterapia

L'iniezione di un farmaco sclerosante, in forma liquida o di schiuma, chiude capillari e vene varicose, che vengono poi riassorbite. Si esegue in ambulatorio.

Ablazione endovenosa

Una sonda laser o a radiofrequenza, introdotta nella vena malata sotto guida ecografica, la chiude con il calore. È un'alternativa meno invasiva allo stripping nel trattamento delle varici.

Trombolisi e trombectomia

Sciolgono con farmaci o rimuovono con dispositivi dedicati un trombo che ostruisce un'arteria o una vena, in situazioni gravi e selezionate come l'ischemia acuta o alcune embolie polmonari.

Terapia decongestiva del linfedema

Linfodrenaggio manuale, bendaggio multistrato, esercizi e cura della pelle riducono il volume dell'arto; il risultato si mantiene poi con tutori elastici su misura. È il trattamento di base del linfedema.

Prima dell'esame

Come prepararsi

Riconoscere i segnali in tempo

Scopri quali sintomi possono indicare una malattia di arterie, vene o vasi linfatici e quando è necessario chiamare subito il 112.