Un'infiammazione con coagulo in una vena vicino alla pelle: spesso benigna, ma da valutare sempre, perché a volte si accompagna a una trombosi profonda.
La tromboflebite superficiale, oggi chiamata anche trombosi venosa superficiale, è la formazione di un coagulo in una vena superficiale, accompagnata da infiammazione della parete e della pelle sovrastante.
Colpisce più spesso le gambe, in particolare le vene varicose, ma può comparire anche sul braccio, ad esempio dopo un'infusione endovenosa o un ago cannula.
Non è un'infezione e di solito non è grave. Tuttavia, quando interessa la vena grande safena vicino all'inguine o al ginocchio, il coagulo può estendersi alle vene profonde e causare una trombosi venosa profonda.
Nelle varici il sangue scorre lentamente e ristagna: è la condizione che più spesso precede una tromboflebite.
Cannule, flebo e iniezioni possono irritare la parete della vena, soprattutto sul braccio.
Periodi di immobilità, interventi chirurgici e piccoli traumi sulla vena favoriscono la formazione del coagulo.
Gravidanza, terapie ormonali, tumori e alterazioni della coagulazione; una tromboflebite senza causa evidente merita un approfondimento.
I sintomi sono localizzati lungo il decorso della vena colpita:
Se tutta la gamba si gonfia improvvisamente, oppure compaiono affanno, dolore al torace o tosse con sangue, chiama subito il 112 / 118.
La visita orienta la diagnosi, ma solo gli esami vascolari mostrano quanto è esteso il coagulo e se le vene profonde sono coinvolte.
Il medico osserva e palpa la vena, valuta le varici e cerca segni di estensione o di infezione.
Misura la lunghezza del trombo, la distanza dal punto in cui la vena superficiale entra nel sistema profondo e controlla le vene profonde.
In casi selezionati, ad esempio senza varici o con episodi ripetuti, si approfondiscono le possibili cause.
Il trattamento dipende dall'estensione del trombo e dalla sua vicinanza alle vene profonde, valutate con l'ecocolordoppler.
Impacchi freschi, gamba sollevata a riposo e, su consiglio medico, farmaci antinfiammatori per alleviare dolore e infiammazione.
Nelle forme più estese della gamba il medico può prescrivere per alcune settimane una terapia anticoagulante, per evitare l'estensione alle vene profonde.
Calze elastiche, se indicate, e la ripresa del cammino riducono i disturbi e favoriscono il ritorno venoso.
A distanza di tempo, il trattamento delle vene varicose riduce il rischio di nuovi episodi.
Spesso si risolve in poche settimane senza conseguenze. Può però estendersi alle vene profonde o accompagnarsi a una trombosi profonda: per questo va sempre controllata con l'ecocolordoppler.
Di norma no, perché non si tratta di un'infezione. Gli antibiotici servono solo se il medico riconosce un'infezione associata, ad esempio legata a un ago cannula.
Il medico di medicina generale valuta i sintomi e prescrive con impegnativa l'ecocolordoppler, da eseguire in tempi brevi; la prenotazione avviene tramite CUP, con ticket dove previsto. Il seguito avviene negli ambulatori di angiologia e flebologia o nei centri per le trombosi. Le calze elastiche terapeutiche possono essere prescrivibili secondo le regole regionali.
Scopri la Flebologia, la sub-specializzazione che cura varici, tromboflebiti e trombosi venose.